Monica Sgherri in tema di riforma della scuola superiore. Intervento sul Tirreno di oggi 24 marzo mercoledì 24 marzo 2010

Monica Sgherri in tema di riforma della scuola superiore. Intervento sul Tirreno di oggi 24 marzo
Siamo di fronte ad una vera e propria controriforma, che disegna una scuola colpita da fortissimi tagli e classista, cioè di serie A per i più abbienti e di serie B per gli altri, con l’aggravante di compiere il primo passo verso una autonomizzazione e regionalizzazione tanto cara a forze come la Lega.

Sostanzialmente l’opposto di quanto prospettato dal provveditore regionale Angotti nella sua intervista su “Il Tirreno” di domenica scorsa.

Nel merito di quanto dice Angotti si ritrovano – se debitamente lette, così come si stanno accorgendo già tante famiglie e tanti insegnanti, alle prese con la scuola ai tempi della Gelmini – tutte le sciagure della riforma: si parla compensazione delle cattedre con i pensionamenti, dimenticandosi delle migliaia di insegnanti precari che – svolgendo funzioni ordinarie nell’insegnamento – verranno mandati a casa, con danni ovviamente non solo per la loro condizione ma anche per quella dell’insegnamento. Uno spreco di professionalità gravissimo in un paese in crisi economica.

Non si parla del taglio delle ore di laboratorio e anzi si giustifica il taglio delle compresenze, ci si scorda di quello agli insegnanti di sostegno, ci si dimentica dell’accorpamento della classi e dell’aumento degli alunni per classe; tutti elementi che evidentemente porteranno ad una squalificazionedell’insegnamento e dell’istruzione che verrà pagata dai soggetti più deboli.

Si parla positivamente dell’aumentata flessibilità quando è di tutta evidenza che questa significherà un drastico abbassamento della qualità generale dell’insegnamento a favore di esigenze territoriali che avranno più a che vedere con le necessità delle aziende che con l’autonomia scolastica. Si frantumeranno infatti gli indirizzi didattici che si dice di voler razionalizzare e si ridurrà drasticamente gli organici forniti dallo stato, lasciando le scuole con meno insegnanti oltrechè con meno soldi.

Una riforma quindi – per altro in alto mare dal punto di vista formale e quindi ancora più preoccupante e farraginosa – che va nella direzione di colpire l’uniformità della qualità dell’insegnamento a livello nazionale, strizzando l’occhio ad una regionalizzazione e territorializzazione di cui faranno le spese gli studenti delle zone del paese meno ricche, che separa ancor di più fra percorsi formativi rivolti a chi potrà formarsi per poter accedere all’università e chi studierà unicamente per andare successivamente al lavoro, cioè la cristallizzazione della scuola di classe: in barba al diritto allo studio, con il preciso obbiettivo di aumentare la “forbice sociale” fra più e meno abbienti e cristallizzare l’immobilità sociale nel nostro paese.

E’ necessario quindi contrastare questa contro riforma, connettendo il più possibile il mondo della scuola con la realtà del paese e anche della nostra regione, per questo ho salutato con favore la proposta – giunta durante un incontro organizzato dal tavolo regionale per la difesa della scuola statale, - di istituire a questo scopo una consulta a livello regionale.

Per far sì che i nefasti effetti – checché ne dica il provveditore Angotti – siano ridotti al minimo, anche grazie ad un impegno forte – per quanto di competenza – della Regione.

 

Monica Sgherri

Capogruppo di Rifondazione Comunista in Regione Toscana e

Candidata capolista regionale di “Federazione della Sinistra – Verdi”

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25 marzo * La capolista Sgherri in tv su Rai Tre Regionale.

Confronto fra i candidati. In diretta alle ore 9,20. In replica su Radiouno alle ore 23,05.

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